Il metodo integrato
Nel mio lavoro il corpo non è uno sfondo silenzioso della seduta. Spesso è l'interlocutore che arriva prima delle parole.
Chiamo questo modo di lavorare psicologia dell'artista. Nasce dall'incontro tra la formazione clinica e una vita intera passata dentro il movimento, la scena, il ritmo.
I riferimenti
A cosa mi ispiro
Sono i riferimenti che orientano il mio ascolto di psicologo.
- Bioenergetica (Alexander Lowen). Il legame tra le tensioni del corpo e i vissuti emotivi.
- Teoria polivagale (Stephen Porges). Come il sistema nervoso passa tra sicurezza, allerta e chiusura.
- Internal Family Systems (Richard Schwartz). L'ascolto delle diverse parti di sé.
- Focusing (Eugene Gendlin). L'ascolto del felt sense: la sensazione corporea di un vissuto, non ancora messa in parole.
- Five Rhythms (Gabrielle Roth). Un metodo di danza libera su cinque qualità di movimento: fluido, staccato, caotico, lirico, quiete.
Occidente e Oriente
La mindfulness, e ciò che l'ha preceduta
Accanto alla psicologia occidentale c'è la mindfulness. L'ho approfondita sul protocollo MBSR, studiando direttamente i videocorsi originali di Jon Kabat-Zinn, che lo ha ideato. La applico nelle attività cliniche e psico-educative.
Nel mio percorso personale ci sono anche il Reiki, di cui sono Master, e le danze sacre di Gurdjieff, che ho praticato per anni. Hanno plasmato il mio modo di ascoltare. In seduta, però, uso gli strumenti della psicologia.
Il mio sistema
Risonanze
Da questo intreccio è nato un mio sistema originale, che ho chiamato Risonanze. È una sequenza in cinque fasi che si ispira ai tre stati descritti dalla teoria polivagale: quiete e immobilità, allerta e mobilitazione, sicurezza e connessione.
Nella vita di ogni giorno non sempre si passa da uno stato all'altro: c'è chi resta a lungo bloccato in uno solo. Le cinque fasi accompagnano questo passaggio.
- Dormiveglia. Un radicamento silenzioso: il corpo si limita a sentire di essere qui.
- Presenza. Il primo piccolo gesto verso il fare.
- Slancio. Il ritmo denso e ripetuto del lavoro quotidiano.
- Momento catartico. Una scarica emotiva e fisica che libera la tensione invece di trattenerla. Il controllo mentale si sospende.
- Quiete finale. Diversa da quella di partenza, perché guadagnata attraversando tutto il resto. Un ritorno a sé stessi che è anche un ritorno agli altri.
Il consenso
I principi
Non propongo esercizi. Il corpo entra in seduta solo quando emerge da sé: un'immagine, un gesto, una postura che porti tu. Da lì costruiamo insieme un ascolto sempre più preciso, a ogni passo con il tuo consenso.
- Si parte dalla tua parola, mai da una metafora che ti offro io.
- Il corpo si nomina solo dopo, e solo se sei d'accordo.
- Ogni movimento ha un inizio e una fine dichiarati. Mai un "lasciarsi andare" senza confini.
- Resta sempre dentro la cornice della psicologia clinica.
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